Il miglior amico di un vino? Un libro, naturalmente!

Un buon bicchiere di vino e un buon libro sono una combinazione perfetta.

Ai nostri vini, ti consigliamo di abbinare alcune letture che ci hanno appassionato. Niente romanzi rosa o thriller, ma libri intensi, ironici e a tratti divertenti, che parlano di Terre Alte, di confini, di viaggi. Sono i libri della casa editrice Bottega Errante, dell’amico Mauro Daltin.

Abbiamo scelto per te 30 titoli che ci piacciono.

Puoi indicarci il titolo che preferisci oppure, se non sai quale scegliere, niente paura: ci pensiamo noi!

Al costo di euro 35 riceverai un libro – a tua scelta o a sorpresa – e una bottiglia di vino, naturalmente con un bel pacchetto regalo.

Ecco i nostri titoli preferiti:

La storia di amore e resistenza della famiglia Devetak, che da 150 anni accoglie il mondo intero attorno a una tavola.

“Convocai immediatamente una riunione e ricordo ancora le facce quando dissi: Rita Levi Montalcini ha detto che viene. Seguì qualche minuto di confusione generale in cui mi tempestarono di domande. Sei sicuro? Viene a San Vito al Tagliamento? Ma dove la portiamo, al mercato del venerdì?”

C’è in questa scrittura tutta l’umidità della terra e delle forre, il ghiaccio della neve e il dolore di chi è costretto a lunghi viaggi senza sapere dove approdare. Una storia di frontiera che diventa storia di riscatto, di riscoperta della propria umanità. Giulia Caminito

Sacro e profano, magia e quotidianità, cibo e divinazione in un intreccio destinato a essere consumato a tavola. Quando le leggende rimbalzano a fine pasto, e la memoria può farsi leggenda.

Ci avete derubato delle parole. Ci avete derubato della speranza. Ci avete derubato della capacità di pensiero. Così dice la mamma.

Ma l’Heaven era anche questo: un amplificatore di storie talmente inverosimili da risultare credibili.

Non sarà troppo per dei montanari come noi? Tutto questo nuovo che arriva: le navi, gli indiani d’America, il socialismo, i giornalisti, la guerra, il mare. All’alba della Prima guerra mondiale un gruppo di banditi delle Alpi occidentali sogna il mare e una nuova idea di libertà, alla ricerca delle sponde di Livorno.

Le case non sono solo strutture, ma personaggi viventi, testimoni silenziosi di un’Italia che cambia, di un territorio che si spopola ma che ancora conserva un’anima forte e pulsante. L’Appennino è una quota che oscilla tra la fine delle comodità e l’inizio del silenzio.

La porta dell’osteria era aperta e lasciava intravedere l’oceano. Il sole stava tramontando alle loro spalle, come non si erano mai abituati a vedere.

Il primo alpinismo delle donne è una dichiarazione di indipendenza, è un modo di essere e di stare al mondo.

A passo di lumaca il trenone parte illuminando con il suo occhio centrale la ferrovia buia e pesta. Il treno Chișinău-Mosca inizia così la sua lunga marcia. È il 13 maggio, sono le 21.46. Tra un giorno, sette ore e 38 minuti il nostro scorgerà finalmente la sua Itaca, alla stazione Kievskij di Mosca. Saranno le 5.24 del 15 maggio.

Se ad Angelo Floramo proponi di scrivere un libro e di bere un buon calice di vino, lo carichi come una fionda. E allora lui, di notte, perché è un animale che preferisce la quiete del buio, scrive, dialoga, galoppa, viaggia, vive. Da qui nascono le storie di questo libro, che vanno lette come se fossimo tutti insieme attorno a un tavolo di una vecchia osteria o di un’osmiza del nostro Carso. Paolo Rumiz.

Nostro figlio, di cui siamo orgogliosi perché studia a Zagabria, ora non è più il nostro vanto, è diventato vegetariano, e noi non ce l’aspettavamo. Come un sedicente re che può tutto, dice: mangiate cadaveri! Subito ci viene da sputare tutte le parolacce che conosciamo e da difendere l’intingolo e la vita, ma il nostro parente ci calma, ci poggia una mano sulla spalla e ci fa riaccomodare sulla sedia. Lascialo, dice, ancora non sa che anche la bietola respira.

Avevo camminato tutto il giorno per una città favolosamente decadente, accarezzata da una luce chiara, invadente, che sembrava nascondere le muffe dei palazzi e le magagne dei secoli. Mi ero dissetato di scorci sbilenchi e di piccole birre alla spina, fresche e della misura giusta per ordinarne subito un’altra. Scoprendo fin dal principio quello che c’è scritto su tutte le guide: la città è piena di miradouros, belvedere in cui esercitarsi nella cosa migliore che si può fare a Lisbona, starla a guardare.

Sono partito inevitabilmente dal vino e dall’ebbrezza; per l’anarchia bisogna essere più allenati. Ho bevuto molto e ho molto fumato. Ho amato. Ho vissuto innamorandomi in continuazione. Ho sognato. Ho anche dovuto spadellare tanto, ripercorrendo i sapori e i profumi di cui si intridono queste carte. Come fai altrimenti ad essere sincero?

Delicato e profondo, Cosa mi dice il mare è un romanzo che racconta la forza dell’amore e del perdono, la necessità, a tratti, di lasciarsi andare, ma anche di riprendersi in mano e ritrovarsi.

“Nell’attimo in cui l’uomo ferma il passo per riprendere fiato, in quell’attimo sente in lontananza un fischio, un sibilo prolungato, che sale d’improvviso dal fondovalle. Nel medesimo istante, a pochi metri di distanza, una mucca che sta brucando nel prato solleva la testona, sorpresa dallo stesso suono e indecisa se scappare o restare a metter erba in pancia. In quell’unico, preciso istante è racchiusa buona parte dell’essenza di questa storia”.

Luciano riprese il passaporto senza aggiungere nulla o commentare, fece salire Angelo e girò la chiave. Dopo due colpi di tosse l’850 ripartì sgasando alle sue spalle una nuvola nera e puzzolente di carbonio. Sul ciglio della strada il cippo in pietra ricordava che stavano entrando nella Socijalistička Federativna Republika Jugoslavija.

Quando il vecchio Ros venne da me era appena successo. Mio marito, su al pascolo, se l’era portato via un fulmine. Folgorato in un amen, aveva raccontato il famiglio, che era poco distante da lui. Per giorni quel canai non fece che piangere e straparlare, come un matto.

Un romanzo struggente, la profezia di un disastro ambientale che ha sconvolto il Veneto.

Renzo Brollo ha scritto questo libro con una sincerità e un’asciuttezza, con una – veramente – verità, profonde e commoventi, magnetiche. Marco Pastonesi

Fu allora che Ninuzzu scappò dalle mani di sua madre, fattasi di sale. Bella e triste come una Maddalena, guardava ma non vedeva, come fosse stordita per il troppo dolore. «Tenete fermo il picciriddu» gridò una voce di donna, «non fateci vedere suo padre ridotto accussì». Ma non ci fu verso. Che Ninuzzu a graffi e morsi volle salire pure lui sul carro. Abbracciava Duzzo Floramo, mentre Narosalia, lentamente, aveva principiato a ondeggiare, come un ramo di palma quando ci si passa attraverso il vento di scirocco.

Per quanto tu ti prepari, non è mai tutto a posto, alla perfezione. In ordine come avrebbe detto mio papà. Un po’ di polvere la lasci sempre in un angolo della tua vita.

Le terre di confine sono luogo di mescolanza, tra il suk e l’austero caffè triestino, un insieme di microcosmi sospesi tra il dubbio e l’identità, che interroga ossessivamente se stessa nel confronto con l’Altro finché non sopraggiunge la magia della corrispondenza. Martina Vocci

Qui, dove non c’è neppure la neve. E a dirla per intero non ci sono più nemmeno il farmacista e la farmacia. Qui non c’è niente, dice la gente quando passa e magari prova a venire in vacanza. O hai delle fissazioni – tipo la pesca alla trota, i funghi, la canoa, il trekking – oppure scappi perché neanche i telefonini prendono molto bene. Noi infatti non ne abbiamo, di telefoni. Mica perché siamo antichi, ma perché qui non funzionano.

L’agricoltura sociale ha bisogno di pensieri complessi e di sentieri inesplorati. Gettare un seme è facile, averne cura costa certo fatica, ma poi arriva sempre il momento della raccolta. Che darà nuovo seme.

Un romanzo che racconta una paura nuova, sopita nei secoli, la paura che, con un lupo nel bosco appena sopra il paese, riconsegnerà agli uomini la percezione del limite e della loro fragilità. Ispirato alla storia vera del ritorno del lupo in Appennino, è un racconto che entra dentro le nostre paure più oscure.

“Ci terremo alla larga dal nucleo denso della bellezza, ineffabile, per attraversare invece le mura sacre delle sue acque con un portolano bizzarro, che non segue rotte prestabilite se non quelle del capriccio e della immaginazione, muovendoci con una piccola barca adatta ai bassi fondali lagunari lungo canali e ghebi, costeggiando barene e velme, senza carta nautica, senza patente, come un flâneur d’acqua, abbandonandoci alla pacificante atmosfera della Laguna”.

La Romania e i luoghi comuni. Nella migliore delle ipotesi: si va perché è la terra di Dracula. Ecco, l’ho detto, così mi tolgo subito il pensiero. Non è per questo che sto partendo? Allo stesso modo di quando me ne andai in Galles e Cornovaglia alla ricerca di Re Artù. Allora è per questo che può valere la Romania, per il Principe della Notte? Non ne sono tanto convinto.

Tra i monti quel poco di saggezza che è alla portata degli esseri umani si raggiunge proprio così: metabolizzando lo stupore, sgomento, tedio, curiosità per uno spicchio di mondo che va continuamente al di là delle nostre aspettative e finisce per sfuggirci di mano anche quando ci era parso di aver accumulato l’ingegno e le energie sufficienti per inscatolarlo. Serve pazienza, ma è una cosa che chiunque ami la montagna arriva prima o poi a capire a modo suo.

Come funziona?

Per ordinare la tua coppia vino+libro non devi far altro che mandare un messaggio whatsapp a Elisa al 349 5805345

Nel messaggio, scrivi: il tuo nome e cognome, il titolo del libro (se ne hai uno preferito) e il tuo indirizzo.

Se non ami whatsapp, puoi mandare un sms, una mail a info@lacampirlota.it o telefonare, non ci sono problemi.

Se vivi in Trentino Alto Adige, ti consegneremo il pacco a casa gratuitamente. Per permetterci di organizzare le consegne, però, ti chiediamo di non aspettare all’utimo per il tuo ordine.

Se vivi fuori dal Trentino Alto Adige, possiamo spedirti il pacco. Ti comunicheremo l’ammontare delle spese di spedizione in base al tuo ordine e alla destinazione. Per le spedizioni, accettiamo ordini solo entro il 15 dicembre per garantire che i pacchi arrivino entro Natale.

Per qualsiasi dubbio o richiesta particolare, sentiamoci!