Schiava – “Frau Pertega”

Vino rosato, leggero e fruttato, nasce su terrazzamenti arditi in Val di Cembra

I nostri vigneti si trovano a Faver (Val di Cembra, Trentino), su campi terrazzati che raggiungono pendenze del 35-40%, poco o per nulla meccanizzabili. Sono coltivati interamente a mano e secondo il metodo biologico: due aspetti che, dal nostro punto di vista, riempiono di valore e di significati ogni bottiglia.

La Schiava è coltivata interamente a pergola trentina, in un campo che si trova a circa 650 metri di altitudine in località Viach (Faver). Un luogo meraviglioso, che ogni giorno ci regala un panorama che abbraccia le Piramidi e il Castello di Segonzano, l’affascinante frazione di Piazzo, la valle di Piné, le cime del Lagorai sullo sfondo e il torrente Avisio che scorre in fondo alla valle.

Qui si trovano le vigne a cui siamo più affezionati: le nostre vecchiette, che con i loro 80 -90 anni ne hanno viste di tutti i colori. Come tutti quelli che si portano qualche anno sulle spalle, hanno perso la grinta della gioventù, ma non gli mancano certo esperienza e saggezza. La produzione di uva è molto ridotta (circa 50 quintali a ettaro), con grappoli tendenzialmente piccoli, e non potrebbe essere altrimenti. Prendiamo il buono da questo: sappiamo che produzioni ridotte favoriscono la qualità dell’uva e la concentrazione di sostanze aromatiche nell’acino e che la scarsa vigoria della pianta la protegge dagli attacchi fungini.

D’altra parte, sappiamo anche che la Schiava è una varietà difficile da coltivare e da vinificare. La sua buccia rossa e sottile la rende una delle vittime privilegiate della temibile drosofila (un moscerino che attacca i frutti a bacca nera) e la sua maturazione tardiva la espone a maggiori avversità rispetto ad altre varietà. Oltre a questo, c’è da dire che il mercato del vino ha disprezzato per almeno una cinquantina di anni la nostra amata Schiava, tanto da renderla quasi introvabile nei vigneti trentini, letteralmente colonizzati da varietà più appetibili sul mercato internazionale: Chardonnay, Pinot Nero, Pinot Grigio… Malgrado tutto ciò, abbiamo deciso con convinzione di continuare a prenderci cura di queste vecchiette: sia perché sono dei monumenti naturali e meritano il nostro rispetto, sia per promuovere il recupero di vecchie varietà e dell’identità rurale locale, in controtendenza con il processo di omologazione e appiattimento della diversità colturale a cui assistiamo da tempo.

Pergole Schiava Val di Cembra

La nostra Schiava è un vino rosato, leggero e fruttato, che racchiude la freschezza della montagna e la maturità di viti quasi centenarie. Un vino da bere insieme. Ne produciamo circa un migliaio di bottiglie all’anno.

Ma chi era la Frau Pertega?

La figura più emblematica delle leggende cimbre, la Frau Pertega è una dea della fertilità e della vita, protettrice del legame profondo con la Terra.

La leggenda della Frau Pertega

Come tutti sapete, a Luserna, i bambini non li porta la cicogna e non nascono nemmeno sotto ai cavoli: i bambini a Luserna occorre andare a ordinarli alla Frau Pèrtega.

La storia che ci raccontavano i vecchi, e che ci racconterebbero ancora se fossimo capaci di ascoltarli, racconta che in una profonda grotta affacciata sulla Valdastico, verso gli Üasan, là dove scorre l’acqua (le divinità di un tempo vivevano sempre lungo i corsi d’acqua perché l’acqua è quanto di più sacro possa esistere), viveva da centinaia e centinaia di anni una vecchia signora, la Frau Pèrtega. Una donna che non è mai nata e non è mai morta. E che all’interno di grosse botti profonde teneva in ammollo i bambini che dovevano ancora nascere. Chi voleva un bambino doveva andare dalla Comare, la sola che poteva parlare con la Frau Pèrtega. Così gli sposi si recavano dalla Comare, le versavano il denaro, risparmiato giorno dopo giorno per il bambino, e la Comare andava in cima agli Üasan e chiamava “Hoo” e la vecchia rispondeva “Hoo”. “Avrei bisogno di comprare un bambino” gridava la Comare. E così incominciava la trattativa. Perché non tutti i bambini avevano lo stesso prezzo. Anche se a noi, oggi, questo non sembra corretto, i maschi costavano qualcosa in più rispetto alle femmine, e i belli qualcosa in più dei brutti. Io non so se a Luserna ci fossero così tante persone ricche, perché i bambini a Luserna sono tutti belli. Oppure se risparmiavano così tanto da poterseli permettere tutti belli… rimane il fatto che, quando la Frau Pèrtega e la Comare raggiungevano un accordo, gli sposi potevano avere il loro bambino. Bello o brutto, maschio o femmina, era il loro bambino e per una madre e un padre il proprio figlio è sempre il più bello del mondo. Questa è la storia della Frau Pertega, che nessuno ha mai scritto, perché gli antichi Dei fanno ancora paura, anche nel mondo moderno.

Ancora oggi a Luserna, quando si odono tuoni provenire da est del paese, gli anziani sanno che presto arriverà l’annuncio di una futura nascita: è la Frau Pèrtega che, risciacquando la botte ospitava un nascituro, la urta involontariamente contro le rocce, provocando un grande frastuono.

(Fonte: Andrea Nicolussi Golo)

 

Tutti i volti della Frau Pertega

Ci piace dire e ridire che il vino è un prodotto vivo, che nasce dalla terra, dall’aria, dal sole. Certo, il vignaiolo fa la sua grande parte sia in campo che in cantina, ma è la natura che fa la differenza. Questo fa sì che ogni anno il vino sia diverso dall’annata precedente, con la sua identità, il suo carattere, i suoi tratti distintivi. Ecco perché abbiamo deciso che ogni anno i nostri vini meritano un’etichetta diversa, legata unicamente al vino di quell’annata. Un’etichetta che riporta un’illustrazione realizzata a mano, così come a mano coltiviamo i nostri campi. Ogni anno le nostre etichette sono realizzate da artiste/i diverse/i, che interpretano, secondo la propria sensibilità e creatività, il carattere di quel vino.

La Frau Pertega 2023 è stata illustrata per noi da Michela Eccli

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